Saturday, October 07, 2006

Open al bivio fra software e webware

Open al bivio fra software e webware: questo è il titolo del mio intervento al convegno organizzato dalla Provincia di Cagliari ed intitolato La Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino tra e-Government e Open Source.

Il succo di ciò che volevo dire nel mio intervento è che con l'enorme sviluppo del web 2.0, dei mashup e del fiorire di nuove API (soap, rest, javascript) le licenze open source non sono più completamente adatte al loro scopo.

Questa cosa ovviamente non me la sono inventata io ed esponenti ben più autorevoli di me si sono già espressi ed hanno manifestato i loro dubbi, uno per tutti Tim OReilly che ha sostenuto che le licenze open source sono ormai obsolete.

Detta così sembra una boutade o una provocazione, ed in parte lo è, ma c'è un fondo di verità che non deve sfuggire. Sebbene la maggiorparte dei cosiddetti servizi del web2.0 usino software opensource come Linux, PHP, MySQL, Apache e chissà cos'altro, i tool sono opensource ma le applicazioni risultanti sono spesso proprietarie.

In un mio precedente post ho già evidenziato che la GPL v2 non copre il cosiddetto software as service semplicemente perché nelle web application, non c'è distribuzione di codice ma solamente accesso alle funzionalità attraverso la rete. I problemi che si pongono in questo nuovo scenario sono secondo me abbastanza evidenti: se io uso open office e non sono molto soddisfatto posso scaricare il codice, modificarlo e soddisfare le mie esigenze. Se uso google writely e non sono soddisfatto NON posso scaricare il suo codice e modificarlo.

L'utilizzo del software as service ha dei vantaggi immensi per l'utente: basta un browser e possiamo fare tutto. Inoltre i servizi più intelligenti si adattano benissimo ai terminali mobili. Provare gmail dal cellulare per credere. Si sta realizzando il pervasive computing per il quale tanti ricercatori hanno spesso le loro migliori energie a volte nelle direzioni sbagliate, lo si sta realizzando nel modo più semplice attraverso la trasformazione del web da repository globale di dati e pagine di informazione in computer globale nel quale le applicazioni risiedono in pochi grandi server ed il codice client (javascript e html in genere) viene caricato quando serve nel browser dell'utente.

I vantaggi sono evidenti ma anche i pericoli sono tanti e soprattutto per la privacy ed il controllo dei dati. Non è un caso che qualcuno propone delle estensioni del browser per poter cifrare la posta quando si usa gmail.

Ho avuto il piacere di incontrare Stallman in una sua recente visita qui a Cagliari, e quando gli ho chiesto cosa ne pensasse del *software as service* e lui mi ha risposto che non ha senso lasciare i nostri dati in mano ad altri lasciando intendere che se uno è così pazzo da fare una cosa del genere allora per lui non c'è più speranza.

Wednesday, October 04, 2006

La GPL ed i Web Services

La GPL impone a chi modifica un codice distribuito con GPL di rilasciare il proprio lavoro ancora con la GPL. Questo è un modo per costruire un'economia in cui chi riceve un vantaggio dal software libero debba poi restituire in qualche modo il *favore*. Questo funziona bene nel caso in cui il software venga distribuito da chi lo ha prodotto all'utente che lo installa e lo utilizza. Ma cosa succede se io prendo un software con licenza GPL, lo adatto, lo modifico, lo faccio girare come un web service e permetto agli utenti di interagire con esso solo attraverso la rete? Succede che di fatto la GPL v2 (che è quella in *vigore* finora) non mi impone di rilasciare le mie modifiche in nessun modo. Quotando la GPL (fonte della traduzione)

Bisogna fare in modo che ogni opera distribuita o pubblicata, che in parte o nella sua totalità derivi dal Programma o da parti di esso, sia concessa nella sua interezza in licenza gratuita ad ogni terza parte, secondo i termini di questa Licenza.

Nel secondo draft della nuova GPL v3 sembra che questo problema verrà affrontato indicando che l'utente ha diritto di scaricare il codice sorgente del servizio quando questo è implementato a partire da software rilasciato sotto GPL. Riporto un estratto dal testo disponibile qui.

if a modified version of the material they cover is a work intended to interact with users through a computer network, that those users be able to obtain copies of the Corresponding Source of the work through the same network session


Sarà sufficiente a garantire le libertà degli utenti nel nuovo scenario delle rich internet applications? Forse no. Tornerò presto su questo argomento

Tuesday, October 03, 2006

Piu' servizi meno software

Più servizi meno software. In questa frase elementare si riassume la tendenza a far migrare sul web applicazioni interattive sempre più complesse che un tempo erano esclusivamente installate sul PC. GMail è il caso più noto. Anche se in realtà i servizi di web mail esistevano già da molto tempo, GMail ha aggiunto l'interattività e l'immediatezza che i legnosi precursori non offrivano.

Questo sembra essere avvenuto grazie ad una parolina magica: ajax. Anche questa non era poi così nuova, ma inizialmente snobbata e forse troppo a lungo, è divenuta un tormentone negli ultimi tempi. Oggi ci sono massicci investimenti sulla migrazione delle applicazioni per PC in RIA (Rich Internet Application). Una lista non esaustiva di tali applicazioni potrebbe essere:

Posta elettronica (gmail)
Cartografia (gmaps,yahoomaps,virtualearth)
Word processor (writely, officelive)
Fogli di calcolo (Google spreadsheet)
Album fotografie (Flickr, PicasaWeb)
Enciclopedia (Wikipedia)
Agenda (30 boxes, Gcalendar)
Bookmarks (del.icio.us)
News, podcast, etc. (Bloglines)
Programmazione (zimki.com)


Naturalmente i protagonisti sono i soliti noti: Google, Microsoft, Yahoo, Ask.com vuoi perché hanno buone idee, vuoi perché sono rapidi nel metterle in pratica, vuoi perché se non basta comprano in blocco intere aziende, quelle che hanno realizzato idee ancora migliori.

Arriveremo al punto in cui sul nostro PC avremo installati solo il sistema operativo, il browser ed lettori multimediali? Forse sì. Da un punto di vista tecnico i vantaggi sono immensi. Non solo i nostri dati sono online, ma anche le applicazioni che li elaborano dandoci la possibilità di accedere in qualunque momento, in qualunque luogo, in qualunque circostanza a patto di avere una connessione alla rete ed un browser. Tutto questo ha un prezzo ovviamente: La continua erosione della privacy dell'utente, la sensazione di non disporre del controllo totale dei propri dati, il pericolo di dipendere da un servizio che in un momento qualsiasi può venir negato vuoi perché chi lo fornisce non è più in grado di erogarlo o vuoi perché decide di farsi pagare un prezzo via via più alto.

Sunday, October 01, 2006

Il GPS andrà in crisi nel 2011?

Se state pensando di comprarvi tomtom pensateci bene perché forse nel 2011 non funzionerà più, e questo vale anche per tutti gli altri apparecchi basati sul sistema GPS. Secondo questa notizia, a causa della violenta attività solare che ha dei cicli di circa 12 anni, le comunicazioni tra i satelliti ed i ricevitori a terra potranno essere compromesse con danno per tutti i sistemi di navigazione basati su GPS.

Wednesday, September 20, 2006

Nel web gli mp3 si trovano eccome

Leggendo qua e la mi sono imbattuto in una curiosa query per google fatta così:

intitle:index.of "mp3" +"beatles" -htm -html -php -asp "Last Modified"

Il risultato è per me *strabiliante*: vengono fuori i directory listing di vari server HTTP, le directory contengono vari file mp3 e naturalmente sostituendo beatles con un'altra band la storia si ripete.

Su http://www.cwire.org/google-search-tools/ c'è un vero e proprio mashup che permette di fare queste ricerche in modo comodo e permette anche di usare google come proxy (immagino per non lasciare il proprio ip nei server in questione)

Naturalmente, scaricare questi file è comunque un reato dato che a occhio mi pare che nessuno di questi server stia fornendo un servizio di download legale. Perciò attenti a ciò che fate dato che ogni nostra azione sul web è tracciata per sempre.

Una cosa ancora più inquietante è che se invece di mp3 cerchiamo xls (il formato di Microsoft Excel)

intitle:index.of "xls" -htm -html -php -asp "Last Modified"

vengono fuori pagine e pagine di risultati. Cosa ci sarà dentro? Presumo che la maggiorparte siano file messi li per essere accessibili al pubblico come risultati degli esami universitari o di elezioni varie, ma qualcosa mi dice che tra i tanti ci saranno pure file contenenti informazioni confidenziali finite sul web per sbaglio.