Wednesday, January 10, 2007

Google Bombing per liberare il Wi-MAX

La buona notizia

Il 5 Dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al Wi-MAX (ora usate dai militari per i loro radar) e renderle disponibili alle applicazioni civili.

Potete trovare tutte le informazioni del caso a queste URL:

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/comunicati-stampa-ministro-difesa-dettaglio.htm?DetailID=1578

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1799182

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832760

Ad una prima occhiata, sembrerebbe che il Wi-MAX sia alle porte. Quasi.

La cattiva notizia

Contemporaneamente alla notizia dell'accordo si è anche scoperto che esiste l'intenzione di assegnare le frequenze disponibili del Wi-MAX agli operatori commerciali interessati seguendo la stessa strada già seguita per l'assegnazione delle frequenze UMTS: una bella asta pubblica.

Un google bombing per far sentire la nostra voce

A questo punto, molte associazioni, tra cui AntiDigitalDivide ed il Partito Pirata, si sono messe in allarme. Alla fine, per far sentire la nostra voce, abbiamo deciso di organizzare un Google Bombing.

Potete trovare qualche approfondimento a queste URL:

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1837781

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5306&numero=999

Perchè le aste non sono una buona idea

Il motivo per cui le aste pubbliche per le assegnazione delle frequenze sono diventate evidenti a tutti dopo l'episodio dell'UMTS: l'alto costo delle licenze è ricaduto sugli utenti ed ha trasformato una tecnologia tutto sommato a basso costo (niente cavi, niente scavi, etc.) in un costoso gicattolo per ricchi. In quella occasione si è persa l'occasione di liberarsi del monopolio Telecom sulla rete fisica e di dare vita ad una ricca comunità di piccoli e medi WISP (Wireless Internet service Provider) che avrebbe avuto effetti molto positivi sulla concorrenza e sui prezzi.

Di fatto, l'assegnazione delle frequenze con il meccanismo delle aste rafforza il potere del più forte e consolida gli oligopoli esistenti, escludendo dal mercato gli operatori più piccoli e più nuovi.

Un meccanismo alternativo di assegnazione delle frequenze

Dopo questa triste esperienza è diventato chiaro che occorre un meccanismo di assegnazione delle frequenze diverso da quello delle aste, un meccanismo che non sia di tipo economico.

Si possono ipotizzare molti meccanismo di questo tipo, dal sorteggio alla condivisione delle frequenze tra più operatori, alla creazione di una fondazione pubblica che si occupi delle infrastrutture e le noleggi a prezzi politici agli operatori. Quello che conta è che sia un meccanismo aperto a tutti.

Il rischio rappresentato dal precedente UMTS

Ovviamente, se ora il nostro governo decidesse di assegnare le frequenze Wi-MAX con un meccanismo diverso da quello delle aste, le aziende che a suo tempo hanno acquistato le licenze UMTS a suon di miliardi si troverebbero a doversi confrontare sul mercato con una miriade di nuovi operatori che hanno ottenuto le licenze Wi-MAX quasi gratis e che sono tecnicamente in grado di offrire alla clientela dei servizi quasi identici a quelli dell'UMTS. La resistenza di queste aziende sarà sicuramente molto elevata.

Tuttavia, è proprio questo che deve succedere: le grandi aziende hanno avuto la loro occasione con l'UMTS (diversi anni di vantaggio) ed ora devono cedere il passo a tecnologie ed a operatori più adatti alla realtà del mercato ed alle esigenze del paese.

Perchè un Google Bombing

Ovviamente, come utenti non abbiamo nessuna voce in capitolo. Queste scelte vengono prese sopra la nostra testa. Non ci resta che rassegnarsi e mettere ancora una volta mano al portafogli.

La nostra unica speranza è quella di far sapere ai nostri rappresentanti politici, ai loro consulenti ed ai giornalisti che sappiamo quelli che sta succedendo, che non siamo d'accordo e che alle prossime elezioni chi appoggia questo insano meccansimo di assegnazione dovrà fare i conti con il nostro risentimento.

Per ottenere questo risultato abbiamo deciso di mettere in atto una azione di Google Bombing.

Come noto, Google elenca i siti web in base alla loro popolarità. Quanto più un sito viene citato da altri siti, tanto più in alto viene elencato da Google. Il Google Bombing consiste nel rendere deliberatamente molto popolare un sito web (od una singola pagina) creando molti altri siti web ed inserendo in ognuno di essi un articolo ed un link che faccia riferimento al sito, od alla pagina, che si vuole rendere popolare.

Si tratta di una tecnica del tutto legittima, del tutto corretta, ben conosciuta e di successo quasi garantito se si dispone di una comunità abbastanza ampia.

La nostra speranza è quella di riuscire a fare in modo che nei prossimi mesi chiunque usi Google per cercare il termine Wi-MAX finisca per inciampare in una pagina che contiene le nostre lamentele e le nostre osservazioni al riguardo. Più esattamente, la nostra speranza è che inciampino in questa pagina i consulenti dei nostri uomini politici ed i giornalisti. Questo ci permetterebbe di alzare di molto il livello il livello di "awarness" attorno a questo problema e di far arrivare ai nostri politici un chiaro messaggio riguardo alle nostre opinioni.

Come si fa un Google Bombing

Fare un Google Bombing è piuttosto semplice:

  1. Si crea un sito web con la pagina che si vuole evidenziare. Nel nostro caso la trovate a questo indirizzo: http://www.partito-pirata.it/?q=node/49
  2. Si creano numerosi siti web esterni, ad esempio usando i servizi di Blogging gratuito come www.wordpress.com , www.blogger.com o www.splinder.com . Ovviamente, si possono usare anche i siti pre-esistenti.
  3. Su ognuno di questi siti si pubblica un articolo come quello che state leggendo (lo potete copiare pari-pari: è sotto licenza libera GFDL). All'interno dell'articolo si posizionano uno o più (massimo 2 o 3) link come uno dei seguenti.

http://www.partito-pirata.it/?q=node/49">Wi-MAX


http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX

(Il primo link mostra il sito del Partito Pirata con la pagina in questione. Il secondo link mostra solo la pagina "nuda").

Il risultato

Sulla vostra pagina web, il risultato visibile all'utente sarà un link come uno dei due seguenti.

Wi-MAX (Link al sito del Partito Pirata)

Wi-MAX (Link alla pagina "nuda")

Tra qualche settimana, se riusciremo a raccogliere abbastanza consensi, cercando "Wi-MAX" su Google, la pagina in questione dovrebbe apparire tra le prime dieci dell'elenco. Dovrebbe essere quasi impossibile non vederla e non leggerla.

Come contattarci

Per qualunque necessità, ci potete contattare sulla mailing List del Partito Pirata (http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php) o potete contatatre l'autore di queste note a questo indirizzo: alessandro.bottoni@infinito.it .

Licenza

Questa pagina è disponibile sotto licenza GFDL. Può essere copiata e riutilizzata sul vostro sito per creare il link necessario per il Google Bombing. Non occorre fare nessuna modifica.

Da qui alla fine di questo post e' passata un'era

L'uomo e' comparso sulla terra circa 1 milione di anni fa. In tutto questo tempo solo negli ultimi 5-6 mila anni l'uomo ha imparato a scrivere. Con la scrittura e' nata la storia, tutto quello che viene prima infatti si chiama preistoria. In proporzione 99.5% preistoria 0.5% storia.

Solo negli ultimi 500 anni circa l'uomo ha imparato a meccanizzare parzialmente la scrittura con la macchina per la stampa di Gutemberg, e si stampavano solo cose abbastanza importanti come la Bibbia e le opere di Shakespire.

Bisogna aspettare gli ultimi 100 anni per la diffusione su una scala piu' vasta della scrittura tramite l'alfabetizzazione di massa, la diffusione dei quotidiani e la stampa industriale dei libri. Questo permette anche alla scrittura di cambiare stile. Piu' romanzi, piu' saggi su tutti gli argomenti.


Solo negli ultimi 40 anni la scrittura e' diventata virtuale tramite la trasmissione dell'informazione nelle reti, ma se vogliamo essere onesti solo negli ultimi 10 anni un numero decente di lettori ha potuto accedere all'informazione tramite scrittura virtualizzata attaverso la rete. Anche la scrittura per usi personali e' cambiata molto: email al posto delle lettere, sms al posto dei telegrammi. Sempre piu' sintetici anche qui. Un nuovo stile anche in questo campo.

Solo negli ultimi 2 anni circa la scrittura/lettura nel web si e' trasformata ed i lettori sono diventati scrittori o meglio blogger.

Ognuno di questi cambiamenti rappresenta un'epoca nella storia della scrittura, ed ognuno di questi ha richiesto un tempo esponezialmente via via piu' piccolo per accadere.

Cosa succedera' dunque nel futuro? Secondo questo andamento, le prossime innovazioni epocali della scrittura dovrebbero avvenire nel giro dei mesi e poi dei giorni ... e poi delle ore. Stiamo assistendo alla fine della scrittura? Il collasso verso il big-crunch finale?

Thursday, January 04, 2007

Lifehacking podcast e autoradio

Lifehacking, letteralmente "spippolamento di vita", ma forse e' meglio "spippolamento nel quotidiano", ovvero come risolvere problemi quotidiani mettendo insieme una soluzione fatta di tecnologia, inventiva, pazzia, e tempo perso.

Il sito ed il magazine Make per tecno-hobbisti partorito dal genio di Tim O' Reilly sta avendo un successo senza precedenti, ed i giapponesi hanno persino dei programmi televisivi dedicati all'argomento.
Make propone centinaia di lifehacking che evito di leggere perche' senno' le mie giornate verrebbero irremidiabilmente assorbite nel tentativo di provare tutte le idee proposte. Secondo l'autorevole Tim, il lifehacking di oggi diventera' "main stream application" di domani, che in italiano vuol dire che le soluzioni arraffazzonate di oggi saranno i prodotti in vendita domani al centro commerciale. Devo pero' dire che in questo post propongo un mio personale lifehacking che riguarda il podcasting (e dalli con sti termini 'mericani, come lo traduco? "Trasmissione di pod". Ma cosa sono i pod?).

Se non conoscete i podcast siete salvi. Potete chiudere il browser e andare a fare la spesa, a teatro, leggere un libro o fare altro scegliete voi. Se invece avete il problema di quando trovare il tempo per ascoltare i miliardi di megabyte di contenuti audio che si trovano in rete allora continuate la lettura. Gli ingredienti per questo spippolamento quotidiano sono questi:

prendete un'autoradio con player mp3 e presa USB ...fatto? ok.
Prendete una connessione ADSL ... fatto? ok.
Prendete un PC con Linux e installateci I-Podder (su ubuntu apt-get install ipodder dovrebbe bastare)... fatto? ok.
Prendete un pendrive USB da un GB piu' o meno ... fatto.




Benissimo, a questo punto individuate come il vostro Linux monta il pendrive (ad esempio nel mio caso sempre nella directory /media/STORE'N'GO) e aprite il dialogo preferences in IPodder e abbiate cura di impostare come directory di download proprio la directory del pendrive. Ora impostate gli indirizzi dei vostri podcast preferiti e scaricate. Scarica oggi, scarica domani avrete una bella copia dei podcast sul vostro pendrive da ascoltare direttamente sulla vostra autoradio. I vecchi file verranno via via rimossi, seguendo le vostre impostazioni, e avrete sempre podcast freschi direttamente sul pendrive. Chi come me viaggia ogni giorno in macchina oltre due ore trovera' questa soluzione molto utile.

Thursday, December 21, 2006

La fine del web 2.0?

The image “http://www.somebits.com/~nelson/weblog-files/expl_vis_table-small.gif” cannot be displayed, because it contains errors.
Esagerato? Beh, se non è la fine le cose potrebbero prendere una brutta piega. Una delle caratteristiche del nostro è che tanti servizi innovativi sono dei mashup. Essi integrano sorgenti di dati disparate in un'unica applicazione. Tutto molto bello. Questo funziona perche' tanti grandi aziende tra cui Google, Yahoo, Amazon e altre hanno messo a disposizione dei web services che permettono di interrogare programmaticamente i loro immensi database. Cosa succederebbe se improvvisamente tutti questi web services venissero chiusi dai rispettivi proprietari? Si dovrebbe tornare indietro di 10 anni, quando si *rubavano* i dati caricando una pagina web e la si parsava nel tentativo di estrarre le informazioni da ripubblicare. Ebbene, Google ha deciso di chiudere il rubinetto ad una delle API storiche: la Google search API non sara' piu' disponibile come web service soap, ma solo come
AJAX search API. Questo significa che gli sviluppatori dovranno includere un pezzetto di javascript nel loro codice client il quale si occupera' di tutto con poche possibilita' di interazione. I termini d'uso sembrano piu' restrittivi rispetto alla API soap.

Google AJAX Search API Terms of Use
http://code.google.com/apis/ajaxsearch/terms.html
you will see

1.3 Appropriate Conduct and Prohibited Uses.
... You agree that you will not, and you will not permit your users or
other third parties to: (a) modify or replace the text, images, or
other content of the Google Search Results, including by (i) changing
the order in which the Google Search Results appear, (ii) intermixing
Search Results from sources other than Google, or (iii) intermixing
other content such that it appears to be part of the Google Search
Results; ...


Dato che molti guardano Google come modello cosa accadra'? Tutti gli altri seguiranno la stessa strada? Sarebbe un passo indietro di 10 anni ripeto. C'e una differenza fondamentale tra fornire l'accesso ai dati tramite un web service e fornire un client gia' confezionato che accede a quei dati.

Tuesday, December 19, 2006

wufoo

Faccio un po' di pubblicita' a http://wufoo.com/
Veramente utile se volete costruire un form e ricevere i risultati ed i report sia via email che via web. L'applicazione e' gratuita ma con il limite di 3 forms. La GUI e' molto carina ed intuitiva. Insomma se dovete fare un paio di questionari online all'anno e non avete voglia di installare nessun php sul vostro server provate wufoo.

Monday, December 18, 2006

Piccoli veloci inutili prese in giro

Questo e' un blog post ed e' un assedio psichico neurologico. Per le controindicazioni consultare il vostro medico analista webologo. Puo' avere effetti indesiderati e decorso fecale.


Vi piacciono le scrittine piccoline che accompagnano prodotti come piani telefonici e farmaceutici? Propongo una legge che obblighi a occupare una percentuale dello spazio (spazio dello schermo TV) e del tempo (tempo di durata dello spot) con queste clausole. Diciamo il 20% almeno.

Le piu' atroci sono quelle audio. Lo speaker legge alla velocita' della luce tutte le indicazioni importanti in un secondo (gli altri 29 sono di cavolate tipo famiglia boccasana, o scene di vita sociale che se-noi-italiani-siamo-fatti-cosi-allora-e'-meglio-un-suicidio-di-massa)